FAQ Corsi Dermopigmentazione Paramedicale

La dermopigmentazione paramedicale può essere applicata in vari campi tra cui la ricostruzione dell’areola mammaria e del capezzolo, in seguito a interventi di mastectomia. Questo trattamento può essere utile anche per occultare le cicatrici piatte.
Questi trattamenti causano al massimo un leggero fastidio, ma solo se l’operatore è ben preparato e usa apparecchiature moderne. La dermopigmentazione paramedicale, infatti, consiste nell’inserimento di pigmenti nello strato superficiale del derma.
Affidandosi a centri non specializzati e a operatori poco preparati, invece, si rischia di sentire del dolore ingiustificato e gratuito.
Gli effetti del trattamento durano circa un anno e anche di più. La durata varia in base all’organismo, alle cure di chi si sottopone al trattamento e alla condotta di vita del paziente. Dubitate di chi vi fornisce delle scadenze precise, perché nessuno è in grado di sapere in anticipo i tempi di smaltimento del pigmento bioriassorbibile.
Secondo la legge italiana chiunque abbia compiuto 18 anni può sottoporsi ai trattamenti di dermopigmentazione. Ma anche coloro che hanno almeno 16 anni, se accompagnati dai genitori e muniti di un documento di riconoscimento.
A livello medico, invece, i trattamenti sono sconsigliati alle donne in stato di gravidanza o che allattano. Inoltre, la dermopigmentazione paramedicale non è consigliabile a coloro che soffrono di problemi di cuore o di patologie neurologiche ed emocoagulative.
Ad eccezione di queste categorie, chiunque può sottoporsi ai trattamenti. Ogni soggetto dovrà leggere e sottoscrivere il consenso informato. In caso di problemi fisici durante la seduta, comunque, i pazienti saranno assistiti dal personale medico presente nel centro.
Tra i due tipi di pigmenti c’è molta differenza. Il pigmento permanente (indelebile) a differenza del pigmento bioriassorbibile (semipermanente) contiene le ammine aromatiche e la resina acrilica. La seconda sostanza impedisce lo smaltimento del pigmento da parte del nostro corpo. I pigmenti bioriassorbibili invece dopo circa un anno subiscono il processo di fagocitosi da parte dei macrofagi.
Entrambi i tipi di pigmenti contengono ossido di ferro, di titanio e di cromo. Queste sostanze, esposte alla luce, dopo circa un anno si ossidano e subiscono un processo di mutazione cromatica tale per cui il pigmento cambia l’aspetto originario.
I pigmenti bioriassorbibili sono di ottima qualità perché sono sottoposti a test di laboratorio per testarne la tenuta di colore nel tempo. Inoltre i rischi di intollerabilità da parte del paziente sono ridotti a zero.
I pigmenti bioriassorbibili, infine, devono rispettano le normative ResAp (2003)2 e ResAp (2008)1 del Consiglio europeo e la direttiva europea 76/768/CEE relativa ai prodotti cosmetici.
L’operatore che effettua i trattamenti di dermopigmentazione paramedicale opera in un ambiente abilitato dalla ASL. Inoltre usa prodotti e apparecchiature conformi alle leggi vigenti. Scegliere un centro specializzato, infatti, significa affidarsi a operatori che conoscono e rispettano le norme igienico-sanitarie.

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